L E S U L E
DI ROMA
MELODRAMMA EROICO
DA RAPPRESENTARSI
NELL' I. R. TEATRO ALLA SCALA
L ESTATE DEL 1 828
MILANO
PER ANTONIO FONTANA
M.DCCC.XXVUI
MUSIC UBRARy
PERSONAGGI iMURENA, Senatore
Signor Luigi Liblache
al servizio della Real Cappella Palatina.
ARGELIA, sua figlia
Signora Enrichetta Meric-Lalande Accademica Filarmonica di Bologna.
EMILIA, sorella minore Argelia Signora N. N.
SETTIMIO, già Tribuno, ed ora proscritto Signor Berardo Winter
Accademico Filarmonico di Bologna , e primo Tenore della Cappella Reale del Re di Napoli.
PUBLIO, Generale dell'armi spedite contro la Sar- mazia
Signor Domenico Spiaggi.
LEONTINA, confidente d' Argelia, e destinata alla cura di Emilia
Signora Teresa Ruggeri.
LUCIO, Centurione
Signor Lorenzo Lombardi.
FULVIO, Decurione
Signor Paolo Rossignoli.
Coro di Congiunti di Murena.
di Confidenti di Publio.
di Schiave di Argelia. Popolo - Soldati - Littori - Sacerdoti. Prigionieri sarmatì.
L* azione è in Roma , sotto Tiberio (7 f^ersì virgolati si omettono^
MUSICA DEL MAESTRO SIG. GAETANO DONIZZETTI POESIA DEL SIG. DOMENICO GILARDONI
Le Scene sono nuove eseguite dal signor Alessandro Sanquirico
BALLERINI
Compositori de^ Balli Signori Serafini e Guerra
Primi Ballerini scrii Signora Heberlé Teresa - Sig. Guerra sud.*^- Signora Vaque-Moulin Elisa Primi Ballerini per le parti Signori Ramacini Antonio - Trìgambi Pietro - Goldoni Giovanni Primo Ballerino per le parti giocose Signor Aleva Antonio Altri Primi Ballerini Signor Matthieu Enrico - Signora Nouvellau Luigia
Primi Ballerini di mezzo carattere Signori Goppini Antonio - Baranzoni Giovanni Coppini Gioachimo - Masini Luigi - Cipriani Pietro uéltri Ballerini per le parti Sigg. Biaìiciardi Carlo - Silej Ant. - Trabattoni Giac. - Sevesi Gaet. jiltri Ballerini
Signori Caprotti Ant. - Villa Frane. - Caldi Fedele - Fontana Gius. Signore Terzani Catterina - Braschi Eugenia ■• Ardemagni Luigia
Imperiale Regia Accademia di Ballo
Maestri di Perfezionamento Signor GuiLLET Claudio - Signora Guillet Anna Giuseppina
Maestro di Ballo - sig. Villeneuve Carlo Maestro di mimica ed aggiunto - signora Monticiki Teresa
Allieti EMERITI delV Imperiale Regia Accademia Signori Casati Giovanni - Appiani Antonio - Casati Tommaso Signore Besozzi Ang. , Terzani Frane., Portaluppi Giul. , Vaghi Ang. , Po] astri Enriclietta , Pizzi Amalia, Tanzi Maddalena, Romani Gius.
Altri Allieti delV Imperiale Regia Accademia Signore Noili Giuseppa, Ardemagni Teresa, Vignola Margherita, Cazzaniga Rachele , Carcano Gaetana , Braghieri Rosalba , Turpini Virg., Viganoni Teresa, Trabattoni Anna, Bonalumi Carolina, Braschi Amai., Opizzi Rosa, Filippini Carolina, Mazza Giuseppa, Molina Rosa, Cafulio Giuseppa, Frassi Carolina, : ' Oggioni Felicita , Pozzi Angiola , Sassi Luigia , Grippa Carolina , Monti Elisabetta. Signori Grillo Gio, Batt., Della Croce Carlo, Vago Carlo, Quattri Aurei.
Ballerini di concerto dodici Coppie
Maestro al Cembalo Sig. Lavigna Vincenz.0. pAÙmo Violino , Capo Orchestra Si'g. Rolla Alessandro. Altro primo Violino in sostituzione al sig. Rolla Sig. Cavinati Giovanni. Primo Violino de'' Secondi Sig. Bertuzzi Pietro. Primo Violino per i Balli Sig. PONTELIBERO FERDINANDO. Altro primo Violino in sostituzione al Sig. Pontelibero Sig. De Bayllou Francesco. Primo Violoncello al Cembalo Sig. Merighi Vincenzo. Altro primo Violoncello in sostituzione al sig. Merighi Sig. Trevani Giuseppe. Primo Contrabbasso al Cembalo Sig. Andre OLI Giuseppe. Altro primo Contrabbasso in sostituzione al sig. Andreoli Sig. HuRT Francesco. Prima Viola Sig. Majno Carlo.
Primi Clarinetti a perfetta vicenda Sig. Tassistro Pietro — Sig. Corrado Felice. Primi Oboe a perfetta vicenda Sig. IvoN Carlo — Sig. Beccali Giuseppe. Primo Fagotto Primo Flauto
Sig. Lavaria Gaudenzio — Sig. Raboni Giuseppe.
Primo Corno da Caccia Prima Tromba
Sig. Belloli Agostino — Sig. Thomas Giuseppe. Professore d"* Arpa Sig. PvEiCHLiN Giuseppe
Direttore del Coro Signor Bruschetti Aj^tonio
Editore della Musica
Signor Ricordi Giovanni
Macchinista
Signor Pavesi Gervaso
Attrezzisti
Signori FoRNARi Giuseppe e Figini Carlo
Direttrice della Sartoria Signora Cervi Rosa
Capi Sarti
Da Uomo Da Donna
Sig. Rossetti Antonio — Sig. Majoli Antoni^
Berrettonaro Signor Parravicini Giosuè
Parrucchiere Signor BoNAciNA Innocente
Capi Illuminatori
Sig, Alba Tommaso — Sig. Abbiati Antonio
ATTO PRIMO
SCENA PRIMA
Piazza pubblica adorna di palagi ^ tempii e monumenti. Arco trionfale.
Suono di marziali trombe in distanza. Il popolo attraversa la scena , e con palme in mano si reca al di là delF arco trionfale. Quindi vengono i Congiunti di Murena, che, guar- dando ed additando il luogo dove si è diretto il popolo , dicono 1' uno all' altro :
Publio !.. È quegli ! . . Ve' come si estolle Su le palme ^ su P aste !.. La polve ^ Come il popolo in globi rivolve ! . . Ei s' avanza ... e non v' è il Senato ...
( avvicinandosi alla casa di Murena ) I tuoi lari abbandona , o Murena , D' inni e squilli odi il suono indistinto ! . . Vieni 5 e godi allo scherno del vinto ^ Stringi al seno V eroe vincitor ! Muì\ ( mostrandosi sulla soglia della casa )
Eccomi a voi . . . Coro Gioisci 1
Esulta! E Argelia e Roma^ Colui 5 che r Asia ha doma ^ Denno oggi posseder ! Mur. (mostra a stento un segno dMlarità; quindi, concentrato fra sè , dice : )
Ahi ! Che di calma un' ombra j Nemmen mert' io eoder ^
8 ATTO
Per lui . . . nel mentre . . . avea ... Lustro ! splendor ! Senato ! Io ... lo tradiva ! . . Ingrato ! Scordava ogni dover ! . . Partì. Fuggi Settimio !
Ma non dal mio pensieri . . M' appare mai sempre ^ Ramingo 5 piangente. Ignudo 5 gemente , Vicino a spillar !.. E ognora da' Numi , Sul capo delP empio , La strage 5 lo scempio. Vendetta implorar ! Coro Smarrito , perplesso , ( in disparte )
Ragiona a se stesso! Qual cura funesta, Lo puote attristar !
( arriva trionfante il seguito di Publio )
Coro ( scuotendo Murena )
Ma già spunta superbo del pondo.
Che V aggrava, spumante il destrier. S' erga un canto alP invitto , che il mondo Debellando rendè prigionier. Tutti Lauro d' eterna gloria ,
Cinga di Publio il crine! Mai , tanto ardir magnanimo , Roma , finor segnò ! Pari al cader di folgore , Dalle città Latine, Agli antri bui del Caucaso , Ratto , n' andò , volò ! E del gran Duce un emulo Fatto ogni cor guerriero 5
PRIMO 9
Cadde 11 feroce Sarmala
Sotto il romano acciar ! Pel sol valor di Publio j ' Schiavo è già V Orbe intiero 5
E la sua fronte al Tevere ,
ServOj dovè piegar ! Publio (dal carro trionfale )
Se della patria il Genio
Mi torna alP aura avita ^
A coglier di vittoria
Il più sublime onor ! Più caro di tal premio
M' è il renderle una vita ,
Che aspira a dar memorie
Di questa assai maggior ! Mur. Publio j m' abbraccia . . . ( facendoglisi incontro )
Pu/?, ( disceso) E Argeha ? . .
Mur. Or ... la vedrai ...
Pub. Lo bramo.
Ma . . . forse ... a lei ? . . Mur. Qual dubbio ? . .
Pub. È mia ? . .
Mur. Non diffidar.
Tutti Del sommo Giove al Tempio
Si tragga il piede . . . Mu7\ e Pub. Andiamo. Tutti II sacro rito a compiere
Al Nume tutelar. A quel Dio , che dalle sfere
Vede il tutto 5 il tutto regge ^
Che ci è scudo, ci protegge
Della pace ne' bei di ! Quei che ancor le nostre schiere
Guida impavide a dar guerra^
Che distrugge 5 abbatte , atterra ^
Chi sfidarci in campo ardi !
oi ATTO
Pah. Del Tebro in sulla riva il popol vada ,
E deponga ogni palma in scn de P onda^
Sacro tributo a** Numi ^
Che han sede e impero in grembo al Re de' fiumi. Mar, ( E Argelia ancor non riede ! . . ) Pub, Torni il guerriero alle natie pareti^
E pria che i suoi più cari al sen si stringa^
Consacri a Marte i nobili sudori :
Il brando, Pasta, i conquistati allori. Mar. ( Ella abborre! . . Ed a ragion mi fugge!.. ^ Pah, Quindi tratto ogni barbaro sconfìtto
Di Tiberio al piede ,
Al giogo si assoggetti , alla catena. Mur, ( sempre concentralo fra sé )
( E la mia colpa ignora ancor ! . .) Puh, ( prendendolo per mano ) Murena . . .
N' andiam . . . Ma 5 qual sul volto tuo traspare
Segno d' affanno , che ti opprime e t"* ange ! . . Mar, ( Forza , o mio cor . . . ) T' inganni . . .
Fuor di senno vuoi tu eh' io non rimanga
Nel i*imirar , di lauri eterni adorno ,
Chi figlio a me diviene in sì bel giorno ? Puh, Ahi sospirato di, che invitto in armi
Rese il mio braccio, in lui vivendo ognora! Maj\ Onde Argelia qui tosto il passo adduca,
Or manderò . . . Puh, ( colpito ) Dalla magion è lunge? . .
Mur, E suo costume antico ,
Colla germana Emilia,
N' andar là dove della madre è V urna ,
Appena il Sol tutta ne indora Petra,
E devota libar su quella pietra. Puh, ( dopo aver fissato attentamente Murena )
( Sul labbro a stento il core
Gli pone il detto ! . Oh dubbio ! . Oh rio timore ! ) Mur, Altri di voi , miei cari , ( a^Gongiunti )
PRIMO 1 1
In traccia della figlia il piè rivolgano . . .
Altri 5 le tede nuziali apprestino
Fra le mura domestiche.
Publio, son teco , e accogli
Quanto Murena appresta al tuo contento . . .
( Io gemo intanto j e il cor mancar mi sento!..)
( Publio e Murena co** Sacerdoti vanno verso il Campi- doglio. Il popolo ed i soldati si ritirano. I Congiunti di Murena , parte entrano nella sua casa , ed al' vanno in traccia della figlia )
SGENA II
Settimio, tutto avvolto in un manto.
Aure di Roma!.. Io vi respiro alfine!.. Voi mi beate , in rammentar che Argelia Le istesse ancor respira !.. Ahi! Che pi-esente io m'ebbi ognora, ovunque, Quel di, che il labbro mio, Tremante , a lei porgea P estremo addio ! . . Ella la man mi strinse ! E un solo accento Profferir il dolor non le permise ! Ma , oppressa dal marth^o , Tutto il suo dir converse in un sospiro ! . Tacqui allor. . . L' abbandonai!. . E il suo tetto , il Tebro , Roma , Come indietro il piè lasciava , Mi fermava , - e , lei chiamando , Esclamava , - sospirando , Innocente io sono ancor! 5> Quando poi tutto disparve, E fra' barbari mi vidi ! ^> Morirò ! sempre dicea :
Nè saprà eh' io non son reo ! ?> E nel pianto mi struggea , NelP affanno e nel dolor !
ATTO
Ma di tante e ingiuste pene ^ Ebbe un Nume alfin pietà! Me, qual pria , qui torna !.. E Argelia ! . . Forse mia più non sarà ! . . Se ad altri il core Ti avvinse amore, I tuoi bei dì Non turberò. Ma almen dirai: Colui, che amai, Virtù nudri, Onor serbò ! E che da forte , Colla sua morte , Chi lo tradì Ancor salvò ! Ma qui tutto è silenzio , mentre or dianzi , Da un eiTOO colle , e di più salci alP ombra, ^> A diveder mi diede il verde alloro, « Che qual prato fiorìa , ^> Su mille e mille schiere, ^> Ch'oggi la patria nuovi regni acquista!.. « Oh come alla tua gloria il cor gioiva ! . . 5^ Terra adorata, e a me pur troppo cara ! Sebben di colpe nido ancor tu fossi ! . .
(scorgendo il vestibolo della casa di Murena)
La magion di Murena ! Il mio nemico !
Si la ravviso ! E questa !
Ignota forza mi vi spinge , e arresta
A un tempo istesso ! Ah ! s' io saper potessi
Ch' ivi Argelia è tuttora . . .
Il plè vi riporrei . . . ( vedendo venir delle donne )
Ma , qui appressarsi Veggio stuol di donzelle . . . Di lor r incontro or d' evitar fia d' uopo.
( inosservato si rimane in disparte )
PRIMO
i3
SCENA III
Argelia con Emilia , Leontina , seguita dalle schiave -, e Settimio
Arg. ( alle Schiave )
O voi . . . che a servitù sospinse il fato !
Quanto men fier del mio^ è il vostro stato ! Set, ( fra sè , indietro )
Qual voce!
•Arg, Non mai turbi le vostr' alme
Affetto 5 che contrasti un rio destino ! Set. ( come sopra )
J5 Quali accenti ! Arg, i9 Ma sieda ognora in voi
j> La bella calma, d'innocenza figlia,
ì9 Che compagna prescelsi ,
5? Nel pio dover , che della madre estinta
j> A compier vo sovra il marmoreo avello. Set. ( come sopra )
Quel detto in cor penètra ! Arg. Itene all' opre usate,
Che il padre intanto qui mi attendo.
( si ritirano Leontina , Emilia e le Schiave ) Set. ( avanzandosi a poco a poco ) Oh dolce
Speme , ti avvera ! Arg. ( concentrata fra sè ) Riede Publio in Roma !
Tutti incontro gli vanno -, io sola il fuggo ! Set. Ah no , eh' io non m^ illudo ! . . Arg. A lui mia destra il genitor destina ! Set. ( guardando intorno )
}-> Giacche solo io qui sono ! . . Arg. Mio consorte esser debbe , ed io non 1' amo ! Set. Si dilegui ogni dubbio... (avvicinandosele) Arg. No , che sposa infedcl , spergiura amante ,
Non mai sarò ! . ^
i4 grfATTO
Set. NelP appressami' io tremo !
uirg. ( con forza ed entusiasmo )
Se obbliò Murena chi gli die splendore ^ Il suo benefattor la figlia adora !..
Set. Murena udii!.. ( quasi vicino )
Arg. E Argelia...
Set. ( subito ) Argelia disse ! . .
Arg. Fida a Settimio ! . .
Set. (con forza) Fida ! . . Eterni Dei ! . .
(al grido di Settimio , volgendosi Argelia )
Arg. Son desta ! . .
Set. Non vaneggio ! . .
a 2 ( abbracciandosi ) Ah sì , tu sei ! . .
Fia ver?..OhCiel!.. S^if'^'^' ( oettnnio !
Al fianco mio ! Tu stess^ !
o
Ah solo ^ questo amplesso , M' inonda di contento ! Disperde ogni tormento ! Compensa ogni marth* ! Arg. Ma qui financo P aura
Congiura a' danni tuoi ! Perir se qui non vuoi ^ Non resta , che il fuggir !.. No . . . non fuggir !.. Ti ferma ... ' Che dissi !.. Io non ragiono ! . .
a 2 Ah sempre a te vicin^,
Seguendo un sol destino j Per me sarà sollievo La vita ed il morir ! Set. « Bandito dalla patria ^
Te sola ognor bramai ! 3> Ti vidi ! T' abbracciai !
Fu pago ogni desir !
PRIMO
Ma cir , Settimio reo Credesti tu?..
Giammai. Argelia, ah! quando udrai, Chi m' era traditor ! Le chiome sollevartisi ,
Dovranno a tanf orror ! E chi fu mai?.. —
Tel sai. AUor eh' estinto io cado ! . . Salvo non sei ? . . ^ — Potrei
Salvarmi e vita e onor ! . . Ma vuol virtù eh' io mora ,
Neir innocenza ancor ! E il mio respiro estremo
Col tuo dividerò ! Ed io V estremo fiato
Al tuo consacrerò !
Se a me fid^ , ognor sarai , Se il tuo core è sempre mio^
Chiuderò content^ i rai ,
a '
Llet^ iu tomba scenderò ! a
E fremente ogni nemico , Sulle infrante mie ritorte , Desiar la istessa sorte , Mentr io spiro, mirerò!
i6
ATTO
SCENA IV
Lucio con soldati, e detti.
Lue. ( ai soldati )
E quei 5 che in vesti misere si avvolge. Il circondate ^ e al career lo guidate. Arg, Che mai si tenta ! Set, Ah taci ! Lo previdi!
Tel dissi!..
( V abbraccia , poi risoluto dice a Lucio ) Andiam.
( parte fra** soldati guidati da Lucio ) Arg, Settimio ! . . Più non m^ ode ! . .
( vedendo venir Publio ) Publio ! Vien qui ! Si fugga !
SCENA V
Publio ed Argelia.
Pub, Ti ferma.
Arg. (Oh Numi!)
Pub. Argelia ^
Anzi che arrivi qui Murena , io volli
sy A te venir , perchè mi sveli il vero.
Sculto è nel volto di tuo padre il duolo !
Tu mi fuggi ! . . Ah! se il cor chiude altro affetto^
Dillo 5 eh' lo noi contrasto. Tel prometto. Arg. In te , tanta virtude ! . . Pub. Ami tu dunque?..
Arg. Ah sì , Settimio adoro ! . .
Pub. II proscritto !
Arg. In prigion tratto!
Pub. EgU ! in Roma I
PRIMO 17 Arg. Sol per vedermi ! . . Ah ! chi mi guida a lui . . . Pub. T' arresta. Il rivedrai. Arg, Lo rivedrò ? . .
Pub, Tel giuro. Il capo mio
Del prigionler fia prezzo ! . . )y Sospetto a non destar procura intanto. Nulla interrompa le nuziali feste 5 Che ^ fra lo stuol de' convitati 5 in breve ^ >y Qui lui farò venir. Arg, E avrai cotanta
Forza ? . .
Pub. Quant' amistà puote inspirarne!..
Arg. jj Tu 5 di Settimio amico ? . .
Pub, Sin dalP infanzia , e or per salvai^o, il credi ^
Affronterò pur morte! Arg, Oh vero eroe ! Oh inaspettata sorte ! ( partono )
SCENA VI
MuiiENA 5 quindi Fulvio.
Mur. Publio ed Argelia si dividon ! . . Ch' ella Disvelata gli avesse
D' amor la non mai spenta , antica fiamma ! . .
( a Fulvio che arriva )
Fulvio ! . . Che rechi ? . . Fui. Attende
Te soltanto il Senato. 3Iur, E la cagion ?..
Fui, Fra noi tornò Settimio,
Mur, ( colpito, con voce cupa ed interrotta)
Set . . ti . . mio . . in . . Ro . .ma ! . . Ed il Senato tutto..
Me solo attende per condan !.. E Publio . . .
E Argelia . . se sapran eh' io fui . . Sciano ! . .
Sciano!.. E in quante colpe mi trascini!..
Da quante pene il cor vuoi lacerato!., 2
i8 ATTO
FuL Al Senato , Murena.
Mur, ( rimettendosi ) Si ... al Senato.
( parte seguito da Fulvio )
SCENA VII
Interno della casa di Murena. In fondo un arcato.
Argelia poi Settimio , in seguito Coro de' Congiunti di Murena ; infine lo stesso Murena.
Arg, Ognun rimane ^ ove di nozze crede Veder compiuto il rito !.. Da tutt' io lunge intanto , qui potrò Rivederlo!.. Ma non m'inganno?.. E desso!.. (Settimio entrando guardingo e con somma circospezione")
Set. Publio paga ti rese. Ecco Settimio... Argelia !.. A che mi brami ?.. Se fra poco morir degg' io ! . .
Arg. Chi 1 vuole ?.j
Set, Seian ^ clie di Tiberio
55 Gode r alto favor , eh' invido ognora 55 De' lauri miei , colpevol mi dipinse ! . . Quel branco vii d' iniqui a me nemici! Che cerca il sangue mio ! 9} Sangue, che fin le belve rispettàro 55 Nell'esilio!..
Afg. '5 Che narri?..
Set, 5> Il vero. Argelia ,
5? Tanta non serba 1' uom xnconoscenza , 5j Quanta ne sente il bruto , e il più feroce I 5? Se di Roma lontan quanto soffersi ^ 5» La trista istoria tesserti volessi , 5» Troppo lunga saria 5^. Saper ti basti , Che negandomi asil qualunque regno j » Fin nel Caucaso giunsi.
PRIMO 19 » Quivi per tetto atra spelonca elessi ^ w Né avea compagni al duol che m' assalia , 5^ Fuori di te la caro immago , quando
Da ruggito fui scosso di leon ! Lo vidi *5 A me appressar! Tremai! M'offrii suo pasto.
Ma lunge dalF offendermi , ?3 Quasi cercasse aita 5 « SoUevandol mostravami V artiglio
Tutto di sangue intriso 5 3? E dentro cui confitta era una spina , « Che ardito io trassi ^ e che perciò d' allora « Di me compagno , e difensor divenne !
A' detti tuoi tremar sento ogni fibra! 3> Ma già trionfanti P Aquile romane ^
La Sarmazia inondavano^ 5? Ond' io di là fuggendo j
NelP Epiro pervenni^ 5? E misurando P intervallo angusto , w Che dalla patria mi tenea diviso , Osai tornar in Brindisi 5 E di Flavio al soggiorno il piè rivolsi . . . Di quel Flavio , che, quando andasti in bando ^ In pianto si stemprava ?..
In falso pianto.
Che ascolto !
Moribondo lo rinvenni ! . . Lo spasimo , P angoscia il soffocava , « Né P ultimo respiro trar potea!,. Mi vede - Balza - Tutta La trama mi disvela ! E 5 sè includendo , noma De' traditori il primo... Un ! . . Ch' io 5 no , noi credei ! E il porgermi più fogli . . . Dirmi , salvati : Abbracciarmi , baciar , spirar ^ fu uti lampo ! Avido il guardo allor lo scritto scorse^
20 ATTO
E fra i nomi segnati a danno mio » . .
Ahi ! qual vi lesse in prima !..
)y Ognor che mei rammento,
5> Rabbrividir j raccapricciar mi sento! Arg, E qual ? . .
Set, Jy un uom cui fu mio padre amico ,
E che pel padre ^ a^ primi onori ascese ! . .
u4rg. ( concentrata fra sè )
( Qual tremendo sospetto ! ) ( s"* ode venir gente )
Set, Chi avanza ? . . .
Arg, ( andando verso la soglia )
Di Murena i congiunti ,
9ì Che il passo traggon verso quei giardini ^ 3> Dov' oggi a PubHoj Imene ^ i> Annodarvi dovria ...
iy Mesti fra lor parlando van ! . . Che fia ! . .
(I Congiunti di Murena si fermano sulla soglia,
e , parlando fra loro , dicono ) Nel suol - dove vagì 5 Sul fiore delP età , Il Sol - del novo di Estinto il troverà! Arg, Estinto ! . . Ah vi fermate ... Qui v' avanzate ... - Dite ? . . Chi mai morrà ? . . Coro Settimio! Set, ( tenendosi in un cantone ) Oh Ciel !
Arg, Che sento!
Ed il Senato ? Coro A morte il condannò !
Arg. Crudeli ! Bai-bari ! E mio padre ! . . può !.. Coro Non P oltraggiar così ^
Eij nel segnar, tremò ! Pianse ! s' impallidì ! La man gli si gelò ! ( partono ) Set. ( fra sè da una parte )
(Cagion del suo terror gli era il rimorso!)
PRIMO 2 1
^rg- ( (lair altra ) '
( Dunque innocente è il genitor ! ) Set. ( risoluto ) Si vada.
Addio. ( per partire ) Arg. (trattenendolo) No ^ non morrai. : Set, Che dici ?
Arg. A me quei fogli.
Set. Ah ! tu non sai . .
Arg. Se d' amistà sacro dover tei vieta ,
A me r impone amor ! . . Lascia eh' io voli Al Prence 5 e il traditor disveli . . . Set. Ah ! taci . . .
Arg, Che perda e vita e fama^
Chi spento te volea ... Set. Deh ! ti raffrena.
Arg. I fogli ... Set. Che mi chiedi ? . .
Arg. Il nome 5 il nome dimmi
De P empio ! Invan P arcan più custodisci. Set. Ebben ... Tu '1 vuoi ? . .
( cava rapidamente i fogli , e mostrandoglieli ) Leggilo ! Inorridisci ! Arg. ( legge) Mu...re...na ! ! ! Il ge...ni...to...re ! ! ! Set. La mia rovina ordì!
Arg. (atterr.) Mio padre ! Ahi ! quale orrore ! Set. jy infamia mi coprì !
Arg. L' autor de' giorni miei ^
Qual traditor , morrà ! Set. No : dal mio sangue ingenuo ^
E pace e vita avrà!.,
( porgendole i fogli ) Prendi. Son tuoi. Gli struggi! Arg. E vuoi ? . .
Set. Morir per te !
Arg. Ahi no. Rapir tua morte
Tanta virtù non de' !
22 ATTO Set. Già la rapi Murena ,
Quando rai spinse in bando !
L' ha spenta , or che In Senato
Segnato ha 11 mio morir! j4rg. Pianse però Murena,
Quando ti spinse in bando !
Oppresso . . . or . . . lacerato . . .
Sarà dal tuo morir! { Murena di dentro , compreso da spav^to ) 3Iu7\ Chi mi trascina ! . . Lasciami ! . .
Set. Qual voce!
jirg. Ah! Chi sarà! J
Mur, ( c s. ) Chi m' incatena ! Scioglimi !
Set. W involo ...
^rg. Arrestati !..
( Mentre Settimio si volge per partire , ed è trattenuto da Argelia, entra Murena, pallido, spaventato, e, tro- vandosi a fronte Settimio , rifugge atterrito dalla sua vi- sta. Argelia , che rimarca il fremito di Settimio , si na- sconde in seno le carte. Quest** azione è preceduta da un grido che mettono tutti tre i personaggi )
Ah ! ! !
( Murena con voce cupa (* Settimio si avvicina a Mur.
ed interrotta ) e prendendolo per mano )
Ei slesso !... La mia vittima !... Fra le mie braccia ... Flavio ...
Qual Dio mei guida !... Mentre moriva !...
Ah ! dove mai nascondermi!... La trama iniqua... e perfida !...
Che !... La mia destra !... (* A me scopriva !...
Si... è questa... eccola... vedila !... Ed il suo labbro gelido...
Che sempre infida! Sciogliendo appena...
Financo al fier supplizio !... Murena è il primo complice!...
Ti condannò ! Disse... e spirò !...
Da^ Numi... tu , le folgori !... Ingrato !... E a che tant' odio ...
Invoca... implora !.,. - Per me nudrivi
Diventi... e fumo... e cenere!... Che mai ti feci ?... Io misero...
Ma... non eh"* io mora !... Che mi tradivi?...
Che odiar... la luce... il vivere ! Ma son Romano !... Accertati...
r^è aver... mai morte... E nelP arena ...
È il più crudele strazio... Dato a brutal ferocia!
Che dar si può^ Per te morrò !
PRIMO 2
jirg, ( non tralasciando d** osservare Murena e Settimio ) M' invade ... e opprime un palpito ! . . Mi reggo appena !
Mi corre ... un gelo ... un tremito . . .
Di vena in vena ! . .
Pietosi Dei ^ salvatemi . . .
U amante !.. il padre ! . .
Tergete le mie lagrime . . .
O spirerò !
(vengono quattro confidenti di Publio, e, vólti a Setti- mio, dicono)
Riedij Settimio , al carcere . . .
Non indugiar.
SeL Vi seguo,
(partono i confidenti di Publio)
Lacera i fogli. Rendili
Fiamme . . . Mur, ( colpito ) Quai fogli ?
Arg. ( subito ) Quei 5
Che le tue cifre serbano 5
L' accusa 1
Mur. Oh ! mio rossor ! . .
(si gitta a^ piedi di Settimio, stringendogli le ginocchia ) Set, Che fai ? . .
Mar* Settimio . . . ascoltami . . .
Ti è cara Argelia ?.. E tua . . .
Chiedi vendetta ? . . Svenami . . .
Dovizie . . . figlia . . . sangue . . .
Che brami ?.. E tutto tuo . . .
Salvami il solo onor ! . . Set, Pago sarai . . . ( rialzandolo )
Mui\ Deh ! fermati . . .
Fuggi con lei ! . . Set, Che dici ?..
Publio ! . . tradir ! . . L' amico . . . Arg, Possente egli è . . .
^ ATTO
Set, ( sdegnato ) Tacere. Nè più mi ricoprite D' infamia e dlsonor ! . .
(Settimio si svincola da Murena e d'Argelia, ma ve- dendoli immersi in profondo dolore )
Piangi ?.. Ti rasserena ... (ad Arg. )
Più aggravi il suo dolor ! . . Tremi ?.. Ti rassicura ... (a Mur. )
Non perderai P onor ! . . E quando fredda polvere
Mi chiuderà la terra !
Le vostre luci bagnino
Quel sasso ^ che m' inserra !
E più di queste lagrime ,
Grato quel pianto è allori ^rg. Parti?.. Non ho più pace!..
Immenso è il mio dolor ! . . M' ami ? . . Così spietato ! . .
Trafiggi a morte il cor ! . . Ah ! pria che cadi esanime ^
Il padre è già sotterra !
Ah ! quando sarai polvere 5
La tomba già m' inserra !
E vane son le lagrime !
Tardo quel pianto è allor ! 3Iur, Fuggi ? . . Son disperato ! . .
Estremo è il mio dolor !.. L' ami ?.. L' uccidi intanto ^
Col tuo crudel rigor !.. Giunse mia vita al termine !
Spento n' andrò sotterra !
Non vedi ^ che ad accogliermi
La tomba si disserra ?
E chiedi le mie lagrime ? . .
Parli di pianto ancor ? Set. Lascia ...
PRIMO 25
Arg, Ti ferma...
Mur. Ascolta...
a 3 Non v' è per me pietà ! . .
Set, Vanne . . .
Arg, T' arresta . . .
Mur, ^ odi . . .
a 3 E troppa crudeltà!..
(Settimio fugge; Murena vorrebbe seguirlo, ed Argelia lo trattiene)
I
FINE dell' atto PRIMO
ATTO SECONDO
SCENA PRIMA
Interno della casa di Murena j come nelP Atto primo.
I.* parte del Coro de' Congiunti di MurenI , venendo da' giardini.
NonVè... - Di qua... - Partì...
( a quelli che vengono dall^ interno )
Dov'è?... parte Di là - Fuggì.
/.^ parte E a che ? — //.^ parte Chi '1 sa. —
Tutù ( vedendo venir Murena ) Vien qui. — - S' arresta . . . Fugge . . . Trema !.. jSi copre di pallor.
SCENA n
Murena avanzandosi incerto e tremante.
Coro Che vuoi? . . — Deh ! parla ... Di' , . . — I tuoi — Congiunti . . . hai qui ... —
Ah ! Noi — Nemmeno — • Udì !.. —
Già presso alP ora estrema ! . .
Par che gU manchi il cor ! . .
Mur. ( gira , e riconoscendo il sito , dove nelP Atto primo io abbandonò Settimio - — si ferma — e dice - — )
Al mio delitto ! . . Ei.. sì., qui die' . . perdono ! . .
28 ATTO
Nè vendetta! nè amor! Dovizie! nulla!..
Cara gli rese la innocente vita ! . .
Ch' io non sol gP infamai ! . .
Ma ti'oncargliela ancor ! . . Che vegg' io mai ! . .
(.si volge ad un tratto verso la parte opposta, e delirante, figgendo il guardo al suolo, dirà:)
Entra nel Circo ! . . Ahi misero ! . . Cade fra belve!.. Il piagano!.. Fuma quel sangue !.. E il popolo ! . . Esulta a tant' orror ! . . Lo spirto accoglie . . . L' aura !.. L' ombre degli avi ! . . Fremono ! . . L'ira de' Numi ! . . Invocano ! . . Sul vile traditor ! Coro Sua vittima ! . . Settimio ! . .
A morte ! . . Ahi ! . . Quale orror ! . . L' orrendo velo ! . . Squarciasi ! . , Ci addita ... il traditor !.. Mur» ( continuando nel delirio ) Dal fremere cessate ,
Svenarmi or or saprò !.. Sarete vendicate*^
Il cor mi svellerò ! . . Coro ( facendosegli intorno )
Deh ! riedi alla ragione , Che il duolo t' involò ! Di noi 5 ciascun l' impone , Che amor per te serbò !.. Mur» ( senza badare ad alcuno , e con forza ) Di Stige il flutto ancor
Fra poco io varcherò! Nel regno del dolor
In breve io scenderò! E quanto di terror
Quel locò aver mai può ! Tutto a punirmi , allor , Dischiudersi vedrò !
SECONDO 29
Coro ( procurando di trarlo nelP interno della casa )
Dà tregua a quel dolor ^
Che reo ti palesò !
Deh ! vieni. Il tuo terror 5
Svelarti ad altri può !
( Murena viene condotto da'* suoi Congiunti nelle sale più interne )
SCENA III
Publio , dalla strada ; quindi Argelia , dai giardini.
Pub. Oh ! come queste mura ,
Che un dì accogliean frequenti
Del popolo lo stuol di varie genti.
Or triste e soHtarie ! . .
Ma di là giugne Argelia . . . ^rg, Publio!.. E Settimio?.. Deh parla!.. Ah no... taci...
Più che speme 5 timor , ne invade il core!..
'9 E infausto men , di quanto udir finora
'y Forza mi fu ^ troppo impossibil parmi ! Pub, 99 Ned altro a quanto sai ^
9y Or soggiugner potrei ??. Sol qui venn' io ^
Perchè Murena meco il passo volga
D' Augusto al pie . . . ^rg. Che parli mai ? . .
Pub, Se un giorno ^
Ei fu dagli avi di Settimio colmo
E di beni , e di onor , sdegnar non debbo
Del misero affermar
La innocenza , e difenderlo
Dall'iniquo Seian ^ che spento il vuoic i.. ^rg, yy ( Ah ! S' ei sapesse I . . )
Pub, yy I detti d' uom , che fama
yy Gode molta nel popolo , yy E che in Senato siede , y* Han fede.. « . Non xnspondi?.. E il guardo volgi?..
3o ATTO
Arg. J> E come . . . il padre . . .
Pub. 5^ Argella ,
3> Ogni altro scampo è vano ! . . Arg. Ah ! Publio 5 sappi . . . che Murena . . . or dianzi..^
Qui... Settimio rinvenne... e quelP aspetto
Tanta pena gli diè... che semivivo,..
Fu da quel punto... e d' ogni senso è privo!.. Puh. Ebben ^ lascia che almeno
Possa implorar sospesa la condanna j
Infin eh' egli si ascolti . . . Arg. Ah ! no . . .
Pub. ( sorpreso ) Che dici?..
Arg. Si... cori'i... vola...
Pub. Addio. (parte)
Arg. Ahi ! che stato peggior non v' ha del mio ! . .
SCENA IV
Leontina ed Argelia.
Leo. Dal padre , o Argelia , tu lunge ne vai 5
Quando essergli vicina
Dovresti or più che mai ? , r Arg. Che avvenne ? . . Di' ?..
Leo. Guari non ha 5 che a stento
I suoi Congiunti trar di qui poteanlo ! . .
Mentre , furente^ traditor svelavasi
Di Settimio ! . . Arg. Che sento ! . .
Leo. « Ma alfin tornato alla ragion , fe' cenno ^
99 Che ognun partisse. Solo ^
'> Fermo or si stava , or ratto il piè movea,,.
9* Quindi Emilia cercò. La strinse al petto.
n Su lei pianse , e lontana me pur volle . . .
99 Ah ! corri , Argelia , che al suo dqtto 5 all' atto,
3\ Dubbio non v' ha d' atrp novel misfatto ! . .
SECONDO ^l Arg. E v' han più strali a trapassarmi il core I . .
A lui si vada... Leo. (vedendo venir Mur.) Ei qui ne vien . Arg. Dal duolo . . .
Ahi ! com' è oppresso ! . .
SCENA V
Murena conducendo per mano Emilia ; Leontina ed Anciui.
Mur. ( guardando con tenerezza Emilia ed Argelia )
Oh cari oggetti ! . . Voi . . : Sì 5 fate amai^ la vita !.. f) (Ma decisi I . . )
(* in tuono cupo e fra sè) (dopo di aver abbracciata e baciata Emilia^ con segni di massimo cordoglio)
Teco r adduci , Leontina ... e solo
Con Argelia mi lascia . . .
( Leontina parte con Emilia ) Arg. ( fissando attentamente il padre )
Più di furor , che cento fiate e cento ^
La mente in te sconvolse !..
Empie d' orror quest' alma
Quella improvvisa , nè aspettata calma !.. Mur. ( S' occulti il ver ! . . ) M' ascolta :
Colpa che rende al viver mio tormento ! . .
Risolvere mi fe' , che in erma stanza,
Lunge da ognun , ne andassi i giorni miei
A terminar ! . . Arg, ( risoluta ) Fia vano
Il tuo disegno !.. Mur. E chi potria vietarlo?,.
Arg, Tua figlia!..
Mur. Argelia !.. E a che ti giova un padre 5
Che inutil reso a quanto gli offre il mondo, E di fasto e piacer . . . egro , dolente ^ E gemebondo averlo al fianco tuo?..
32 ATTO
Arg, Più misero tu sei , più mi sei caro 5
E vederti desìo , e averti accanto . . . Mur. Non più. Deh ! m' odi • e secondar prometti
Ciò che sul labbro il cor mi porge. Arg. Parla.
Fuor di lasciarti , imponi a me che brami ? Mar. I voti miei compir tu dèi ! . . Se cu' ami ! . .
* (prendendo per mano Ar- gelìa le dice quasi piangendo )
Vagiva... Emilia... ancora...
E già... moria... la madre...
Priva... di lei... d** allora...
Conobbe... solo... il padre...
Ond** io... si... tei confesso...
L** amai... più... di... me stesso..
Te , pure amando... credimi...
Figlia mi sei tu ancor!.. Quanto... posseggo... è vostro...
Entrambe... vel godete...
Deh ! non abbandonarla...
Felici, insiem, vivete...
Ella in te... s"* abbia ognora...
E madre... e padre... e suora...
E se mi cerca... chiama!..
Dille... (Non regge il cor!)
Arg. ( o>5ervando tutt** i mo- vimenti di Murena , che indi- cano premeditato funesto di- segno )
Tu... parli... e ti... scolori !.. Perchè sospiri e tremi !.. Tu , favellando , gemi !.. Ci ami, piangendo ancor !..
Quai detti !.. Quali accenti !.. Ah no., non proferirli !.. Che mediti !.. Che tenti !..
Dimmi... (Non regge il cor!..)
Mur. ( ricomponendosi , ed in tuono superiore ) Porgi que' fogli . . .
E brami ? Poi 5 tei saprai . .
Arg. Mar, Arg.
Mirali al suol ! .
Mur. ( furibondo ) Af^g' Polve già son ! . .
Mur. Cosi 5
Fida^ Settimio amavi?.»
No... Mai . . . —
(lacerandoli e calpestandoli ) Che fai ì
Arg,
SECONDO 33 Troppo pur P amo ! . . Mur. E intanto.
Morte gli dài ? . . Arg, ( in tuono inspirato ) Son figlia !
Deggio serbar tuoi di ! . . Quando il mio core Feriva amore ^ Già mi eri padre ^ Vivea per te ! M' abbraccia , e il fallo
Piangi con me ! O qui trafìggermi Saprò al tuo pie! Mar, ^ Quando tuo padre
Si die' al delitto ^ Di vita il dritto Allor perdè ! Sol questo pegno ^ ( abbracciandola )
Prendi da me ! Lascia un colpevole ( allontanandola ) Fuggir da te ! (Arg. corre ad inginocchiarsi sulla soglia per vietargli che sorta) Invan ti opponi... uérg. Mi svena ^ in pria . . .
Mur, ( rialzandola, e da sè respingendola )
A morte io vo ! Arg, (seguendolo) Teco morrò ! ( partono )
SCENA VI Oscuro sotterraneo.
Settimio a poco a poco alzandosi da un sasso ove era seduto. Poi Coro di dentro ; infine Custodi.
Set, Nudo terreu , muto silenzio ^ e buio ,
E il Sol eh' io m^ abbia ^ ed è quel Sol che in breve
34 ATTO
Pur anco mi torran color che vonno Questo innocente cor disperso in brani ! Argelia , ali ! non sparir dalla mia mente 5 Glie affronterò j se il mio pensier tu scorti , Mille atroci tormenti , e mille morti. S' io finor , belP idol mio , Per te in vita mi serbai , Or nei gorghi delP obblio , Per te , darmi ancor saprò. Quando poi discenderai Sulle rive di Acheronte, Là tu allor mi troverai , Rivederti io là potrò.
( prima si ode schiudere le porte , quindi si ascoltano fuori delle voci confuse di popolo )
Coro ( di dentro )
Il proscritto! (scendono diversi custodi con fiac- cole in mano)
SeL E grida! e faci! -
Dunque ?.. ( a^ suddetti )
Cus, Speme più non v' ha.
Poco resta, e udrai... Set La tromba,
Che il mio fine avvertirà? Squilli pur, che il triste invito ^
Vacillar non mi farà. Il mio fato è già compito, Morte orror per me non ha. Si scenda alla tomba , Sereno, contento, Che fine al tormento La morte darà. In seno delP ombre, T' aspetto , mio iDcne , Più. affanni , più pene , 11 cor non avrà.
SECONDO 55
Coro (dentro) Al Circo il proscritto! (suono che annun- zia la marcia lugubre )
Cus, La tromba squillò.
Set. ( risoluto ) Al Circo si vada ,
Da forte morrò. ( partono )
SCENA VII
Strada attraversata dal Tevere ^ cui sovrasta magnifico ponte.
Publio e Lucio , incontrandosi
Pub. Ebben ^ Lucio ?
Lue, Vicino è già V istaùte
Del fato estremo di Settimio ! Pub. Oh stelle i
E Tiberio? Lue. Or or giunse con Sciano
Al Circo... Pub. Tu il vedesti ?
Lue. Il vidi io stesso.
Pub. O Dei di Roma tutelari , voi
I passi miei guidate ,
E forza m' inspirate ,
Perch'io salvi a Settimio ^ e vita, e onorè^ Ed in Sciano scopra il traditore.
( parte seguito da Lucio )
36 ATTO
SCENA Vili
Coro di Congiunti di Murena, di Schiave di Ab celia 5 Leontina ed Emilia.
Tutti
A un pianto ! A un gemito ! - TJdiasl P eco 5 - Flebil rispondere , - Per V aer cieco ! - Murena ! Argelia ! - Fra lor gemevano ! E insiem 5 Settimio ! - Piangean cosi ! -
I,^ -parte
Di grida e fremito ^ - Sentlasi un rombo ^ - Cupo ripetere , - L' alto rimbombo ! - Murena ! Argelia ! - Forse fremevano ! - ' Perchè Settimio ! - Muore in tal di ! -
//« -parte
Chetò silenzio - Successe intorno !
E muto e tacito , - Restò il soggiorno ! - Murena ! Argelia ! - Ah ! dove siete ? - Qui sola Emilia ! - Che mai farà! -
Tutti
Deserte e squallide - Le vostre mura 5 - Par che minaccino - Atra sciagura ! - Murena ! Argelia ! - Qui il piè volgete. - Vi desti Emilia ! - Almen pietà ! -
SCENA IX
Argelia scarmigliata , e dando tutt' i segni della desolazione.
Arg. Ah ! che indarno Murena a voi chiamate ! . . Emilia 5 invan più cercherai tuo padre ! . .
SECONDO 37.
Egli va incontro a morte ! . . Tutti A morte !.. E tu lo abbandonasti ? . . u4rg. Al suolo
Mi sospinse , e fuggi presso Tiberio . . .
Dove a me sola fu conteso il passo ! . .
Ah ! Publio!.. Ah ! dove sei ? . . Tu pur mi fuggi!..
Per chi?., per chi?., tremar degg'ioL Pel padix!..
Per Settimio ! . .
( alla parola Settimio , si ode un colpo lugubre )
Tutti Ah!!!
( vanno verso sopra , e guardato al di là del ponte, vólti ad Argelia , dicono: Settimio ! . . Vien tratto al Circo ! . . u^rg". ( nel massimo dolore ) Oh Numi ! . .
Deh ! coprite di tenebre i miei lumi ! . .
SCENA X
Preceduto dal popolo, dai littori, ed intrepido fra' soldati , passa Settimio sul ponte.
Tutti Qual costanza ! Quale ardir !
Ei qual visse va a morir ! Jlrg» ( furibonda )
Ah ! spietati ! Ah ! vi fermate ! Tutti Senza il volto impallidir !
Ei da forte va a morir ! y^rg". (c. s.) Ah ! crudeli! Ah! lo lasciate!..
Son già spariti !.. E ancor noi qui indugiamo ! . . Corriamo al genitore !.. L' idolo mio salviamo ! . . . Il caro ben ! . . Tutti Paga sarai.
Arg, ( insistendo sempre ) N' andiamo.
( tutti partono , meno Argelia ) Ah ! no ! . . ( atterrita )
38 ATTO
Tardi 5 tardi il piè là volgi ^
Parmi ovunque d' ascoltar : Troveresti sulP arena j
Fra la polve ^ il fango , il sangue !
Di Settimio 5 o di Murena ,
La deforme spoglia esangue !..
Ahi ! che immago si funesta , -
Qui mi arresta - a lagrimar ! . . Morte ! Ah ! pria che P una uccidi ,
Di due vite ^ eh' ambe adoro ! . .
La mia tronca ! la recidi !
Non serbarla a duol maggior !
( qui si ode un susurrar di gente ) Qmi fragore ! ..C*^) Il popol i^iede ! . .
L' atra scena è già compita ! . .
No 5 da me non sarà udita !
Fuggirò da tant' orror ! . .
( * andando yerso il ponte )
SCENA ULTIMA
Il ponte e la piazza soUoposta vengono ingombrati da popolo e soldati.
( mentre Argclia è per fuggire ) Leontina 5 Emilia , Congiunti e Schiave
Ferma il piè. Serena il ciglio ! . .
A letizia schiudi il cor ! Arg. Che recate ? . . Tutti A te vedrai
Chi nel cor t' impresse amor ! jirg. Che ! ^Settimio ! Forse ! . . Tutti È salvo !
Arg, Salvo !.. E il padre ? . . Tutti II padre ancor !
SECONDO 39 Arg, Ciel! Fia vero ! Ah! dove sono? . . Tutti Mira j e amante e genitor !
( Murena abbracciato a Settimio , e questi a Publio , se- guiti da Lucio e Fulvio vengono in iscena. Murena nel ve* der le figlie, verso loro si slancia con somma tenerezza )
Arg, ( fuori di senno a Settimio )
Come in vita ! Deh ! ti spiega ! Set. Quella belva ^ che a me grata
Fu d' allor eh' errava in bando ^ Là nel Circo mi salvò ! Arg. ( colpita )
Qual prodigio! (a Murena) Ah! di^^ e Tiberio?.* Mur. Sol perchè P errore io piansi ^
Mi diè vita 5 ma il mio nome Dal Senato cancellò! Puh, 9* Ed appena P innocenza Sul delitto trionfò! 39 II colpevole Sciano
» Discomparve , e s^ involò ! Arg, Ah! che nulla a tanta gioia
Son le pene , son gli affanni Terge il pianto di tanf anni Questo istante di piacer !
1 rimanenti
Terge il pianto di tant' anni Questo istante di piacer!
Argelia
Ogni tormento ,
Qual nebbia al vento 5
Si dileguò !
Svanì 5 cessò ! In un baleno ,
La calma in seno
Si ridestò !
Il cor brillò !
ATTO SECONDO
/ rimanenti
Ogni tormento ^
Qual nebbia al vento, Si dileguò ! Svani 5 cessò !
Tutti
rrazie renda ogni labbro in un canto. Al gran Nume, che impera sugli astri Che per diva virtude ed incanto Ogni duolo in contento cangiò!
FINE
l